Sun, 16/12/2007
by: Lule Kaine
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This record is inspired by futurism, post-atomic and the avantgarde movements of the beginning of the 20th century.
Though it keeps an eye to the past, it sounds very current with a balanced mix of electronics, post rock and avantrock.
Recorded at URS Studio (Villa Minozzo, IT), october 2006
Artistic production by Olivier Manchion (Ulan Bator, Permanent Fatal Error)
Mixed by Simone Filippi and Olivier Manchion
Edited and mastered by Marco Milanesio at O.F.F (Torino, IT)
Torino come la Lione dei Bästard: città delle architetture geometriche, delle macchine e dell'industria, del cielo torvo e rigidi inverni continentali. Non è strano che uno dei pochi gruppi che sembra ricordarsi di "Radiant, Discharged, Crossed Off" (1996) sia di stanza nel capoluogo piemontese.
"Radiations From Futurist Furniture" è la trance come esercizio di lucida efferatezza. Musica chiusa in gabbia, intrappolata in equilibrio tra la ripetizione perpetua e la continua ricerca di una via di fuga. Ipnosi ritmica che ha fatto suo il culto modulare dei Can e dei This Heat, dei Tortoise e dei Directions in Music; loop, incastri e poliritmi che traducono l'estetica immortale della Regina Rossa: cambiare incessantemente perché tutto resti immutato.
Dinamismo che non passa per l'esibizionismo ipercinetico del prog-core, ma da un'estasi di impercettibili scardinamenti, offbeat e slittamenti metrici che innescano cicli indipendenti; un sistema planetario di ruote meccaniche con le loro opposizioni, quadrature, rare e ineluttabili congiunzioni.
Relazioni, queste, che investono l'architettura timbrica dei pezzi, fatta di oscillazioni e cicliche inversioni. Ora è il basso a condurre le danze di un dub apocalittico a un passo dai Massive Attack, ora sono le brume di synth (quel soffio perlaceo che avevo sentito solo nei God Is An Astronaut) a stagliarsi sul tappeto ritmico. Oppure emergono le stagnazioni degli ultimi Isis: strati di chitarre cristalline e riverberi, tensione inesplosa che permea ogni nota.
Non stupiscono neppure gli echi degli Ulan Bator, essendo la produzione ad opera di un componente della band, Olivier Manchion.
Il tutto converge a creare un mood tutt'altro che futurista, ma piuttosto anti-utopista, memore dell'incubo industriale: produci consuma crepa. Nessuno spazio per sentimenti che vadano oltre al malessere urbano, se non per qualche epifania subconscia indotta dallo spettacolo dell'atmosfera, troppo nascosta da routine e ciminiere per lasciare tracce sensibili.
Non contento della perfezione del suo sound, "Radiations From Futurist Furniture" è anche un album di tracce impeccabili, stilisticamente piuttosto distanti fra loro nonostante la "tavolozza" e lo schema costruttivo resti simile. Il limite maggiore è forse l'assenza della voce: questo stile sarebbe una meraviglia abbinato all'hip-hop più arcigno. Chi li presenta ai Dälek?
P.S. L'album può essere scaricato gratuitamente dal sito della net-label Chew Z.
Marco Sgrignoli
Lule Kaine - Radiations From Futurist Furniture
RFFF è un concept -album ambizioso e visionario, ispirato da ciò che il Futurismo, avanguardia rivoluzionaria prima che normalizzata estetica di regime,rappresentò nei confronti delle paludate forme d'arte ufficiale.
Le intuizioni di Sant'Elia (architetto futurista degli anni Venti) ispirano le impalcature soniche degli LK che frantumano la melodia e si fanno oscuro perseverare nella ricerca del limite tra l'umano e l'ignoto.
Un disco inerte e nevrotico.Flussi ipnotici percorsi da fremiti improvvisi.Sampler e giri di basso concentrici, che si annichiliscono nelle distonie di chitarre malate.
I suoni si intersecano in apparente immobilità che implode in bagliori cupi intermittenti. La postproduzione di Olivier Manchion (già alchimista degli Ulan Bator) sovraespone i modelli di riferimento(GSYBE!, EN,Mogwai, Coil, Suicide, Genocide Organ, Throbbing Gristle, Joy Division, Current 93, T.E.F. e Swans) di una personalitò consapevole ed elegante. Come i Bastard più lenti,come i Legendary Pink Dots ma più nevrastenici, distorti come i Sonic Youth più abravisi, RFFF è disponibile in tre formati: free download in MP3 su chewz.net, CD Digipack/Limited Edition e revanscista vinile
Una città. Industriale, deserta. Linfa vitale che cerca di permeare l'atmosfera sterile e pesante. Una voce che lotta per sovrastare, anche solo per un momento, il rumore acre dei macchinari industriali. Tutto questo i torinesi Lule Kaine ce lo fanno vivere attraverso il loro primo full length, sette tracce e nemmeno una parola. "Radiations From Futurist Furniture" è un lavoro estremamente evocativo ed intenso, nel quale si trovano echi di gruppi come Tortoise, Can, Ulan Bator (non a caso il produttore è Oliver Manchion) e che al contempo affonda le sue radici nelle avanguardie di inizio 900, ed in particolare nella magnificenza degli schizzi dell'architetto futurista Antonio Sant'Elia.
Le prime due tracce, "Can D vs Chew Z" e la title track, ci introducono subito in un immaginario industriale e decadente: suoni taglienti, atmosfere stranianti, rese in musica grazie a sezioni ritmiche sempre uguali, sorrette e al contempo alleggerite da un corposo tappeto di elettronica. Un'energia particolare, mutevole, sembra percorrere l'album, che stupisce proprio per la sua coerenza, sebbene non rinunci affatto alla varietà. L'idea che se ne ricava è di una vicenda che si evolve rimanendo ancorata ad una sola base statica, vita che scorre in uno scenario ben definito. Già dalle prime note di "Klaus" la sensazione è di venire a contatto con qualcosa di estremamente dinamico e profondo. Segue una repentina perdita d'umanità in "Generator Mount" e "Atonal"; un'iniezione di eterea, lenitiva dolcezza con "Not On, Not Hot, Or Doct Not Toc Toc" ed infine "Genocide Morning", lenta e seriosa.
Sette tracce impeccabili, un ascolto che difficilmente può lasciare indifferenti. Si spera che i quattro continuino su questa strada.
Sahadia El Tabch
Lule Kaine |
Lule Kaine is a project born in Turin in the late 2002.
It features guitars, bass, drums, electronics and synths.
Starting as a noise and field-recordings duo, it soon becomes a quartet and publishes its first EP for the self-established label "Waste Isolation Rec" [November' s 2004 demo of the month for the italian magazine "Rumore"].
In 2006 LK record their first full-lenght with Olivier Manchion' s artistic production [ULAN BATOR - PERMANENT FATAL ERROR].
In 2007 LK release "VULGO METROPOLIS" an EP dedicated to Antonio Sant' Elia, an italian futurist architect of the early 20th century.
At the end of 2007 LK publish their first album "RADIATIONS FROM FUTURIST FURNITURE" on Chew Z netlabel.
RFFF takes inspiration from futurism, from early 20th century vanguards as well as from post-atomic drifts.
| http://www.lulekaine.com/